Aida e la relatività!

Stasera ho giocato un poco al computer con Aida…

La mia copertina per GQ

Qualche mese fa ho partecipato ad un’iniziativa indetta dalla nota rivista GQ Italia. Era aperta a chiunque e si trattava di creare la propria copertina in occasione del decennale. Sono molto felice perchè il mio lavoro è stato selezionato dalla redazione tra i migliori ed è stato pubblicato sul numero di gennaio. L’immagine che vedete è stata realizzata nel tanto amato ed inseparabile Blender, con l’ausilio anche di Poser per la realizzazione delle figure umane. Il soggetto è surreale, ispirato ovviamente ad alcuni lavori di René Magritte. Qui ho scansionato la pagina in cui si parla di me. Colgo l’occasione per ringraziare tutta la redazione per la disponibilità!

E qui il link alla pagina ufficiale sul sito menstyle.it.

GQ

Gq

In London

Londra

Il mese scorso sono stato a Londra per qualche giorno. Non vorrei dilungarmi nell’elogio della città più straordinaria che io abbia mai visitato… mi piacerebbe invece spendere due righe su quella che considero una delle opere dell’ingegno umano più singolari al mondo. Si tratta del tube, le 11 linee sotterranee che noi chiamiamo metropolitana. Come già in passato, sono arrivato alla metropoli già dotato di Travelcard, la tessera che consente di viaggiare nel tube per un determinato periodo di tempo senza dover ogni volta acquistare un biglietto. In questo modo è estremamente semplice e veloce spostarsi da una stazione all’altra.

La metropolitana di Londra è una vera e propria città pulsante e vivente, colma di esseri umani che si spostano, mangiano, leggono, sentono la musica, chiacchierano, suonano la chitarra e cantano sotto la città alla luce del sole. Ci sono una marea infinita di cunicoli, scale che scendono e salgono, scale mobili, ascensori, tapis roulant, incroci, piccole piazze, negozi, stazioni con centri commerciali… tutto sotto terra.

Si raggiungono in brevi istanti zone molto distanti, semplificando il traffico in superficie e gli spostamenti in generale. Per un turista, ma anche per un lavoratore, si tratta di un’opportunità pazzesca! E bisogna aggiungere che i questo modo, non ci si perde per la città praticamente mai! Si trovano stazioni del tube ovunque; basta infilarcisi dentro e si sa subito dove ci si trova, e con uno schiocco di dita si va dove si vuole.

La segnaletica interna è super-funzionale. Capita la logica basilare dell’utilizzo dei colori per ogni linea e avendo chiari i punti cardinali il gioco è fatto. Si corre ovunque senza sbagliarsi!

Purtroppo non ho avuto modo di visitare il museo dei trasporti, dove avrei trovato risposta alle molte domande e curiosità che ho circa la metropolitana, anche se ho visto che il wiki a riguardo è molto approfondito. Non sapevo che la metropolitana avesse 268 stazioni! Non sapevo che i lavori di realizzazione fossero iniziati addirittura nel lontano 1854, e che solo 9 anni dopo fossero già funzionanti un bel numero di linee… a tal punto da trasportare già 150 anni fa 26.000 passeggeri al giorno!
Non sapevo neanche che il famosissmo tracciato grafico delle linee del Tube (la mappa aggiornata è scaricabile dal sito ufficiale in PDF) che risale al 1931, realizzato da un allora giovane dipendente dell’azienda, sia stato talmente importante nella storia della metropolitana di Londra, da essere diventato negli anni seguenti oggetto di invidia da parte dell’ente che gestiva la metropolitana di Parigi (idem per quella di New York), a tal punto che in molti cercarono di imitarlo ed adeguarlo alle proprie esigenze senza riuscirvi. Il merito di Harry Beck fu proprio quello di essere riuscito, attraverso il suo tracciato, a semplificare di molto l’allora complessa e intricata mappa, che scoraggiava i possibili utenti, dando l’idea che la metropolitana fosse troppo complessa e difficile da usare…

Ora mi fermo, altrimenti rischio di perdermi!

Londra

Londra

Londra

Londra

Londra

Londra

Fake Mp3

L’altra settimana sono rimasto a casa qualche giorno per un forte raffreddore… niente di meglio che approfittarne per rimettersi a comporre un po’ di musica come i vecchi tempi! In realtà ho ricominciato a scrivere da qualche mese, ma ho solo alcune idee buttate qua e là, che non hanno ancora preso definitivamente forma. Questa, invece, è nata molto velocemente… ci devo ancora lavorare un po’, soprattutto nella cantata (la strofa addirittura risente in vari punti del povero naso tappato)! Comunque questa è Fake, una condanna pacata ai mezzi d’informazione di massa, alle menzogne e alle falsità in cui quotidianamente viviamo.

Buon ascolto!

Altri brani sono presenti nella pagina AUDIO.

GTA IV e Z-Fighting

Questo è solo per pochi impallinati come me. Siccome da quando è uscito GTA IV ho capito che su una marea di schede ATI della serie Radeon (compresa la mia non eccezionale Radeon HD 2600 Pro) si verificavano fastidiosi errori di visualizzazione, ho cercato di approfondire il problema. Si tratta dello Z-Fighting, un errore di calcolo del motore di render dovuto essenzialmente alla compresenza di più forme primitive con lo stesso valore di Z-Buffer (per chi ne capisce di più questo è il Wiki), che genera poligoni fastidiosamente sbagliati nel definire le ombre su edifici e automezzi (esempio nell’immagine). In ogni caso ho provato tutta una serie di possibili soluzioni, dal tweaking dei driver all’installazione di driver non ufficiali senza mai riuscire a risolvere il problema. Nei forum ho trovato un sacco di disperati come me. Ma da ieri ho individuato l’unica vera possibile soluzione… i driver Catalyst 9.1. Li ho passati tutti al setaccio, anche i più recenti. L’unica soluzione per lo Z-Fighting in GTA IV sono proprio i driver Catalyst 9.1. Non ho il link ufficiale di AMD, ma è sufficiente cercare “Catalyst 9.1″ da Google per trovarli. Provare per credere!

GTA IV

Porte virtuali

Qualche tempo fa ho realizzato questa breve presentazione per un mio cliente che produce serramenti. Si trattava di simulare un’area espositiva che ancora non esiste… un lavoro da architetti. Ho preso la palla al balzo per approfondire le mie conoscenze di Blender e ho provato a realizzare l’intera superficie con questo potentissimo strumento.

Porte

Si tratta in realtà di un semplice slideshow che ho poi ricomposto in Final Cut Pro. I più esperti potranno rendersi conto di come le porte non siano modellate, ma realizzate solo con texture disposte su due piani. Ovviamente i tempi a disposizione non mi permettevano di pensare neanche minimamente di iniziare a modellare ogni porta; in ogni caso l’effetto finale è stato molto apprezzato.

PS: per ovvi motivi, nel video ho oscurato i nomi dei committenti.

Qui il filmato da Youtube.

Telecom & Privacy

E’ un po’ che non scrivo, purtroppo gli impegni sono sempre troppi. E questa volta non ho voglia di parlare di novità in ambito software, quanto nuovamente di Telecom. Un mese fa, per poter disporre di Alice in casa, ho dovuto aprire un contratto per una linea telefonica con Telecom. Le solite carte da compilare, con una scheda dedicata tutta alla legge sulla privacy, nella quale ho crocettato tutte le voci correttamente per fare in modo che la mia nuova linea (alla quale ho collegato anche un telefono utile per le chiamate di famiglia) risultasse il “meno visibile” possibile:

- Non ho voluto l’inserimento del mio nominativo e numero nelle pagine bianche.
- Non ho dato il consenso a ricevere pubblicità.
- Non ho dato il consenso a che chiunque, vedendo il mio numero, potesse sapere a chi appartiene.
- Non ho dato il consenso per il possibile trasferimento dei miei dati sensibili a società che si occupano di altro…

Insomma, dato che alla privacy ci tengo e non sopporto arrivare a casa dopo ore trascorse in ufficio al telefono e ritrovarmi con il telefono che squilla inutilmente, ho fatto quanto possibile per tutelare il mio telefono domestico.

La prima sorpresa è arrivata quando il telefono ha cominciato a squillare e dall’altra parte c’era qualcuno che voleva mandarmi un fax. «Ma come! - dico io - Chi può avere questo numero? E per di più mi mandano un fax?».
La cosa va avanti ormai da settimane, e non c’è stato verso, dopo una mattinata persa con il 187 di farsi assegnare un nuovo numero. La motivazione del disagio è causata dal fatto che Telecom mi ha assegnato un numero che qualcuno ha da poco disdetto, al quale era allacciato il fax di un ufficio, e quindi presente ancora negli indirizzari di clienti e fornitori di tale ufficio. Parlandone in giro ho capito che è pure una pratica nota a molti che hanno avuto il mio stesso disagio!

Ma non finisce qui. Ieri pomeriggio squilla il telefono, rispondo, e dall’altra parte c’è un’operatrice di Sky che, dopo essersi accertata che io fossi Beniamino Della Torre, mi chiede se sia interessato alle loro nuove offerte. Ma come diavolo ha fatto Sky ad avere il mio numero? Dato che non compare da nessuna parte, non lo conosce nessuno se non mia madre, non esiste neanche su internet e Telecom non poteva distribuirlo ad altri? E come fanno a sapere che a tal numero corrisponde il mio nominativo?
Lo chiedo all’operatrice, che mi risponde che i numeri sono forniti da Telecom, il mio operatore!

Ma Telecom non ne ha il diritto, è espressamente sottolineato sul contratto, nero su bianco… Io, su questa cosa voglio vederci chiaro, ed è quello che farò, perchè mi puzza tanto di abuso… alla faccia della privacy.

Vi terrò informati!

Parlano di noi

Qualche mese fa ho scritto un post introduttivo alla mia nuova esperienza editoriale, Cibele. Questi primi mesi dalla pubblicazione di Ibleide (il nostro primo volume) sono andati bene, anche se sono stati molto impegnativi. Qualche settimana fa è comparsa una bella recensione del volume su Horeca Magazine. 
Qui il link all’articolo.

Il metodo Lara

La settimana scorsa ho avuto il piacere di leggere “Le rane che si credevano pesci” di Cristiano Ghibaudo. Il libro me lo aveva dato lui direttamente, dato che è un amico, e si legge in una sera. Molto semplice, ottimamente illustrato, a una prima occhiata può sembrare un libro per ragazzi. E credo che lo sia anche. Ma questo non toglie che abbia lasciato un segno anche in un 33enne come me. Usa lo stesso codice di alcuni lungometraggi Disney-Pixar: linguaggio e iconografia anche per i più piccoli, ma contenuti molto profondi, affrontati con metafore semplici ed efficaci.
La cosa che più mi ha colpito è il fatto che, in un Italia in cui ormai sento solo più voci che si lamentano, in un paese in cui la maggior abilità sembra essere demolire l’operato degli altri, in cui litigare e schiacciare l’avversario costituiscono situazioni da prima serata televisiva, in cui è difficile capire cosa sia giusto e cosa sbagliato, ma ancora prima cosa sia vero, Cristiano Ghibaudo ha saputo costruire qualcosa di bello, di profondo, di utile alla società.

Bravo Cristiano, continua così!