Lettera di un cittadino italiano normale e un po’ troppo deluso.
A tutti i politici, banchieri, dirigenti e uomini d’affari delle lobby mondiali.
Vi chiedo di aiutarci a capire alcune cose, in merito ai nostri e ai vostri comportamenti degli ultimi tempi.
Vi chiedo anche, con cortesia, di provare ad avere più rispetto nei nostri confronti, perché noi i vostri giochetti non sappiamo o non possiamo farli.
Nessuno di noi è perfetto, tutti abbiamo qualche debolezza che non possiamo contenere. Ma almeno potreste farvi qualche scrupolo nei nostri confronti, giusto per non scoraggiare completamente il nostro desiderio di compiere il nostro dovere, di pagare le tasse.
Che poi in realtà lo sapete, anche se magari lo avete sopito in qualche angolino nascosto della vostra anima che, se siete così ricchi rispetto alla media dei cittadini come noi, non è tutta farina del vostro sacco. Lo sapete bene che c’è anche tanta farina di altri sacchi che vi siete portati via, manciata dopo manciata, e che qualcuno è pure rimasto senza farina, perché voi possiate averne così tanta.
Allora, anziché dimenticarvi di noi, commettendo tutti i vostri reati, spudoratamente, davanti ai nostri occhi e a quelli dei nostri e vostri figli, qualche volta, ringraziateci. Rendeteci onore. Magari fateci anche un regalo… Non continuate a prelevare e dividere così brutalmente. Le nostre motivazioni stanno calando. E poi, anche se vi professate così buoni cattolici, in fondo in fondo lo sappiamo che non ci credete neanche un po’ nella dottrina del cristianesimo, altrimenti ce l’avreste una gran paura di finire all’inferno, e magari qualcosa l’avreste anche corretto nel vostro stile di vita.
Noi non vi vogliamo male, perché in fondo siamo persone piuttosto per bene, ma vi chiediamo di tornare al rispetto di un tempo, quando non si poteva pensare che un cittadino fosse in grado di reggere psicologicamente tutto lo scempio che invece oggi ci sorbiamo. Ma forse è per questo che state per varare la legge bavaglio. Per garantirci un nuovo benessere in cui non ci sia, ogni giorno in prima pagina, qualche vostro misfatto a rovinarci la giornata e a darci il cattivo esempio. O forse la legge bavaglio la state scrivendo perché temete che altrimenti – con tutte le possibilità che hanno i mezzi di informazione di tenervi sotto controllo e di mostrarci con trasparenza il vostro discutibile operato – possiamo apprendere anche noi le vostre tecniche, diventando un giorno tutti cinici e spietati come voi… a quel punto si che dovreste aver timore di Dio, e non solo, perché la storia insegna!
Detto questo, confessiamo che anche noi, ogni tanto, facciamo un pochino i furbi e aggiriamo qualche tassa per trattenere qualche lira in più nelle nostre tasche, giusto per permetterci quel pasto in più al ristorante, per fare bella figura davanti ai nostri figli… lo facciamo tutti, è inutile nascondersi; ma probabilmente, quando lo facciamo, assurgiamo a voi. Anche qui, però, non esagerate voi per primi… Dovreste darci un esempio di integrità, un modello di correttezza da imitare, che funga da ispirazione. I governanti di uno stato, verso i loro cittadini, sono come i genitori per i figli all’interno di una famiglia. E allora perché ci insegnate con precisione un metodo e poi tentate di metterci in prigione quando lo adottiamo?
O forse è diverso: forse il vostro errore sta nel fatto che, per paura che non rispondessimo totalmente al vostro modello di educazione, avete istituito troppe regole, a tal punto da renderci la vita troppo difficile. Forse noi, nel tempo, ci siamo talmente abituati, giorno dopo giorno, legge dopo legge, a trovarci un pochino nell’inevitabile illegalità (mi riferisco alla difficilissima burocrazia che ci avete eretto tutt’intorno, alla quale dobbiamo sottostare, che a volte ci rende fuorilegge senza che neanche lo sappiamo) che ora la legge per noi ha assunto meno valore. Piccola violazione dopo piccola violazione, quasi non ci si sente più dei fuorilegge. Ne abbiamo perso il rispetto. La legge ha perso autorevolezza su di noi, perché è diventata un insieme di regole insostenibili.
Leggete con calma e tentate di capire a fondo. Sono parole semplici, ma dai contenuti importanti. Un figlio, raggiunta la matura età, se non si è trovato a suo agio in famiglia ed ha conseguito gli strumenti utili per rendersene conto, si ribella. Si ribella.
Consideratelo; anche se questo avverrà quando al vostro posto ci saranno i vostri eredi.
Almeno nei loro confronti, sangue del vostro sangue, non siate così impassibili.

