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(dis)informazione

E’ da tempo che dubito dei media, ed è da tempo che evito le tribune politiche e i telegiornali in TV. Ho l’impressione che ormai le (dis)informazioni ci vengano servite in maniera molto astuta, con espedienti cinematografici (montaggio rapido, tagli, cambi di inquadratura, musica di sottofondo) atti a creare una notizia televisiva da 2 o 3 minuti, alla fine della quale si ha l’impressione di aver avuto informazioni in più, ma in realtà non ci è stato detto niente. Frasi del tipo: “il Primo Ministro sta affrontando il problema delle pecore blu, ed è stato trovato il rimedio da un pool di tecnici da lui nominati”. Vorrei quantomeno sapere quale sia tale rimedio, quando verrà messo in pratica, quanto costi, se sia sano… ma in genere non se ne sa nulla.

L’apice lo raggiungono i TG e gli approfondimenti di una TV privata molto nota, quella che vuole a tutti i costi farci credere che gli alieni siano in mezzo a noi e che sembra non veda l’ora di poter raccontare la morte di qualche bambino con frasi del tipo “è morto una domenica mattina in un lago di sangue, lasciando volare in cielo la sua dolce anima inconsapevole, nelle lacrime dei suoi cari” accompagnate dallo straziante (ma sublime) Adagio per archi di Samuel Barber. E poi “sentiamo ora la madre al nostro microfono – Signora, come si sente?”. Ma andate a nascondervi! So che state lavorando e magari vi sentite pure realizzati per aver fatto uh po’ di carriera. Ma quando eravate bambini e già sognavate di fare i giornalisti, sognavate proprio questo?! Etica signori, etica!

Ma ora arrivo al punto. Questo infinito preambolo termina con un film ed una domanda. Il filmato (guardatelo solo se avete lo stomaco di ferro) è una registrazione di circa 20 minuti, catturata da un Apache (elicottero da guerra americano) in Iraq, effettuata il 12 luglio 2007. E’ stato letteralmente rubato, dato che neanche facendo leva sul Freedom of Information Act si era riusciti ad averlo, e mostra l’omicidio deliberato di una quindicina di persone disarmate, tra cui 2 giornalisti della Reuters, da parte dei piloti dell’elicottero, che ricevono a loro volta i comandi da un centro di comando. Qui potete approfondire tutta la faccenda.
Ho anche capito che il responsabile del rilascio di tale video (rilascio avvenuto il 5 aprile 2010 ad opera di un australiano dal nome Julian Assange), ex hacker e responsabile del sito Wikileaks pare sia ora ricercato da Pentagono ed FBI e stia rischiando la vita.

Il filmato mostra come in una situazione normale, persone che fanno i fatti loro, disarmate, nella periferia di Bagdad, vengano tenute d’occhio da un elicottero a distanza, e poi assalite dopo che i piloti hanno scambiato la telecamera per un RPG. Da quel momento avviene una strage senza pietà. Si spara a tutti quelli che cercano di mettersi in salvo. Soccorritori compresi, disarmati anche loro. Verranno coinvolti pure due bambini. L’imbarazzo delle autorità è comprensibile, per di più che, dopo il truce evento (non documentato e quindi insabbiato) il New York Times ha riportato (come i telegiornali) la notizia che i due giornalisti fossero stati uccisi in uno scontro a fuoco durante un agguato dei miliziani iracheni alle truppe staunitensi. Prova di come, quando una verità è troppo scomoda, i nostri mass media (con la complicità del governo o di altre forze al suo interno) la alterino, raccontandoci al posto una falsa verità che ci possa tenere a bada, o magari che possa approfondire il nostro odio verso un nemico che forse neanche esiste.

Per concludere: ma pensate veramente che sia INFORMAZIONE farci sapere che Alberto Stasi (questa l’ho letta qualche giorno fa su un noto quotidiano a diffusione nazionale) aveva 5 film porno sul suo PC (credo pochi, rispetto alla media dei suoi coetanei) per i quali verrà di nuovo processato (ridicolo… ma questa è un’altra storia) mentre i media non hanno proferito parola alcuna in merito ad una notizia importante e di rilievo come quella che ho appena citato?!

Ascoltate le voci sulla Mela…

macrumors

Navigando ho incontrato questa pagina del sito Macrumors che trovo assai utile. Si tratta di una guida all’acquisto di un nuovo Mac basata sulle voci ufficiose e su altri parametri relativi al mondo Apple. Volete comprare domani un Mac? Controllate prima questa pagina, giusto per evitare di ritrovarvi con un modello nuovo di zecca ma obsoleto, perchè magari la Apple tre giorni dopo il vostro acquisto aveva programmato di rivoluzionare tutta la gamma, e quindi allo stesso costo (pazientando ancora 3 giorni) avreste potuto comprare un Mac con il 30% di prestazioni in più!

The Road, la nostra strada

The Road

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di vedere al cinema il film The Road, che temevo non avremo mai potuto apprezzare in Italia, tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy vincitore del premio Pulitzer nel 2007. L’ho trovato veramente profondo. Da un lato credo sia il film più triste che io abbia mai visto, dall’altro ci ho trovato una rara profondità di emozioni e sentimenti, esasperati al limite della sopportazione da una situazione di vita estrema. Senza dimenticarsi che si tratta pure di un film di fantascienza, ambientato in un tempo in cui tutto il pianeta è ormai morto, senza vita, senza piante, senza acqua, senza animali, senza umanità, senza speranza alcuna.

La storia è quella di un padre e di un bambino che cercano di sopravvivere al nulla e alla brutalità di un mondo che non ha più regole. Viggo Mortensen (il padre) come al solito è bravissimo. Gran parte della riuscita del film si basa, a mio giudizio, sulla sua abilità. Io, da padre di una bambina, mi ci sono immedesimato profondamente, chiedendomi come avrei saputo agire nelle medesime situazioni impossibili. Ed è bravo pure il regista nel raccontare una storia difficile per il cinema. Addirittura il film ha rischiato di non uscire in Italia perchè giudicato troppo deprimente per il nostro mercato.

Parlo comunque di questo film solo ora (l’ho già visto da qualche settimana), perchè solo adesso, in occasione dei Mondiali di Calcio, ho fatto una nuova riflessione. Guardando il film, nel tentativo di sdrammatizzare, ho pensato che una situazione come quella narrata è praticamente impossibile: basta guardare come l’erba cerca di crescere in ogni granello di terra che si infila tra le mattonelle del mio terrazzo, o come le formiche riescano a sbucare fuori ovunque, scavando sotto il terreno. E’ difficile pensare al momento in cui la natura non fiorirà più, anche se i media ci bombardano costantemente di pensieri legati alla fine dell’equilibrio naturale del pianeta (ma questo è un altro discorso che forse un giorno affronterò anche qui).

Eppure la situazione terribile che vivono i protagonisti di questo film, anche se lontano dai nostri occhi, credo purtroppo sia vissuta anche nel nostro tempo (senza dover attendere che il mondo diventi una palla di pietra sterile) da una gran parte di povere persone, in vari paesi del nostro pianeta. E’ la tipica condizione dei profughi: persone senza una casa, senza una famiglia conosciuta, senza alcuna sicurezza in merito al proprio destino. Sono le persone che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla follia dei potenti che si fanno la pelle per il potere. Ce ne sono ovunque: in Africa, in Medio Oriente, in India, in Cina. Fra di loro ci sono famiglie intere, come la mia, come la vostra; buoni genitori che amano i propri figli e che si straziano di dolore per non essere in grado di promettergli un futuro e di garantirgli la dignità; poveri bambini che non possono permettersi l’innocenza, che non impareranno mai a giocare con i propri simili e ad amare gli uomini; in pratica esseri umani che impareranno a temere ogni cosa, che hanno sopportato e visto con i propri occhi la più estrema crudeltà di altri esseri umani.

The Road, oltre ad avere molti altri significati, è anche la metafora di questa povertà che esiste quanto la nostra ricchezza, ma che preferiamo non pensare che esista. Oppure preferiamo pensare che chi viva in questo modo se lo sia meritato, o sia meno civile di noi…

5×1000 a Wikipedia

Per caso navigando sono incappato in questa pagina. Nella mia profonda diffidenza verso chi ha da mantenere uno status di ricchezza che già di suo costa una marea di soldi, sono ben contento di donare una parte dei miei sudatissimi guadagni alla fondazione Wikimedia, nella speranza che riescano a farne un buon uso!

Importante PS del 16.06.10: nella mia estrema ignoranza in materia ho capito solo ora che il 5×1000 non ha niente a che vedere con l’8×1000. Non vorrei che il mio messaggio di cui sopra fosse frainteso: se decidete di donare il 5×1000 dei vostri guadagni, li sottraete effettivamente alle vostre tasche (e non all’8×1000 che vola comunque dalla finestra, a prescindere dalla vostra volontà).

Anteprima di texture video in tempo reale con Blender

Finalmente ce l’ho, grazie anche alla nuova versione in lavorazione (questa è la 2.5 alpha2). Con le versioni precedenti non sono mai riuscito ad ottenere l’anteprima in tempo reale delle texture video. Ovviamente ora questa nuova strada apre un mucchio di possibilità a molti utenti. Io lo trovo leggerissimo, se paragonato alla demo che ho provato di After Effects, che (sul mio esile mac di casa) richiede rendering per ogni operazione (sto attualmente sperimentando la deformazione animata delle mesh con texture video, il Liquify di AE). Ho fatto altri esperimenti caricando più texture video, su diversi solidi e regge, droppando qualche frame ogni tanto, ma non perdendo mai il sync audio/video, che è fondamentale, dato che sto lavorando ad un video musicale. Veramente un applicazione che continua a stupirmi per la sua versatilità e potenza… e non dimentichiamoci che è gratuita!

In ogni caso, se vi interessa sapere cosa ho fatto per l’anteprima è molto semplice: ho importato un video (.mov H.264 nel mio caso) ed ho attivato nel pannello di importazione texture l’opzione Auto Refresh. La texture va applicata al solido o al piano come UV, altrimenti non c’è modo di vederne l’anteprima. Anche dal pannello UV/Image Editor ho attivato l’Auto Refresh, e a questo punto il gioco è fatto (ricordatevi anche di attivare la visione Textured nelle finestre 3D in cui volete vedere le texture). E’ necessario però, da quanto ho visto, tenere visibile sempre (questo credo sia ancora un bug) il pannello di editing delle Texture. Dal video infatti si nota che andando su un altro pannello si blocca l’anteprima. Un po’ fastidioso, ma aggirabile!

Mi sembra anche di aver capito che Blender è perfettamente in grado di amministrare le risorse di CPU e GPU con cui si trova a lavorare. Per questo motivo, la capacità di effettuare l’anteprima dipende anche dall’hardware della vostra macchina. Infatti, importando un video 1280×720 pixel ho avuto qualche problema (era più lento). Nel mio caso sto lavorando con un proxy che mi sono fatto io (a 320×180 pixel) e alla fine lo sostituirò con la versione in alta definizione, prima di renderizzare.